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MONOGRAPHIE

La concezione scientifica del mondo

Il Circolo di Vienna

  • Pages : 153
  • Collection : Universale Laterza
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  • Support : Document imprimé
  • Edition : Prima edizione italiana
  • Ville : Roma - Bari
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  • Date de création : 25-02-2015
  • Dernière mise à jour : 25-02-2015

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Résumé :

Allemand

Nel 1929 è pubblicato a Vienna, siglato da Hans Hahn, Otto Neurath e Rudolf Carnap, il lavoro di équipe intitolato Wissenschaftliche Weltauffassung : Der Wiener Kreis. Questo scritto è il manifesto di quel Circolo di intellettuali (matematici, fisici teorici, sociologi, economisti e filosofi) costituitosi a Vienna, negli anni Venti, intorno alla figura del filosofo delle scienze induttive Moritz Schlick. A cura del filosofo della scienza Alberto Pasquinelli, nel 1979 di questo scritto è pubblicata la prima versione in una lingua diversa dall’originale tedesco, la versione italiana con il titolo La concezione scientifica del mondo. Il Circolo di Vienna. In questo testo sono sintetizzati i tratti essenziali di una concezione decisamente antimetafisica della scienza che trova i presupposti culturali fondamentali nelle idee illuministiche, nell’empirismo e nell’utilitarismo. Ciò che non è controllabile empiricamente, la metafisica quindi, dai nuovi positivisti di Vienna è ritenuto semplicemente privo di senso. Positivismo ed empirismo, fondamenti, scopi e metodi della scienza empirica, logistica, assiomatica, eudemonismo e sociologia positivistica costituiscono l’oggetto privilegiato di discussione all’interno del Circolo. Il manifesto del nuovo positivismo evidenzia l’intento circolista di realizzare una crociata contro la conoscenza sintetica a priori che è reputata, a causa del suo assolutismo, un’espressione dello spirito metafisico o meglio una forma di metafisica latente. La concezione scientifica del mondo «riconosce solo le proposizioni empiriche su oggetti di ogni sorta e le proposizioni analitiche della logica e della matematica». La nuova concezione positivistica difesa in questo manifesto «è contraddistinta dall’applicazione di un preciso metodo, quello, cioè, dell’analisi logica. Il lavoro scientifico tende, quindi, a conseguire, come suo scopo, l’unità della scienza, applicando l’analisi logica al materiale empirico». A questo riguardo si deve precisare che «è con la moderna logica simbolica (logistica) che si riesce per la prima volta a conseguire il necessario rigore delle definizioni e degli asserti, nonché a formalizzare il processo inferenziale intuitivo proprio del pensiero comune, traducendolo in una forma controllata automaticamente mediante il meccanismo dei simboli». Nella Wissenschaftliche Weltauffassung non c’è posto, infatti, per un’autentica valorizzazione dell’intuizione, e ciò perché ciascuna conoscenza intuitiva, sebbene a ben vedere non rifiutata, necessita - sulla base della rivendicazione dell’Aufbau di Rudolf Carnap - di «una giustificazione razionale ulteriore». L’ampia introduzione (pp. 1-54) di Pasquinelli costituisce una chiara e utile illustrazione dei caratteri e dello sviluppo del cenacolo viennese. Infine una bibliografia per argomenti e una bibliografia per autori arricchiscono questo scritto che è diventato un testo classico della storia della filosofia della scienza del XX secolo. M. F.

 

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